Di Gaetano Mauro Potenza

Tenendo tra le mani “Implicazioni delle Scoperte Aerospaziali sulle Relazioni Internazionali durante la Guerra Fredda” di Isabella, mi scuseranno i lettori per il tu con l’autrice, non posso che pensare a quanto piccolo sia il nostro mondo, e forse proprio questa constatazione ha fatto si che l’uomo rivolgesse il suo sguardo al cielo. Mi spiego meglio, conosco Isabella per il suo precedente libro, “Non ho tempo! Racconti brevi per trovarlo”, libro decisamente ammirevole, e tutto mi sarai immaginato tranne che l’autrice tirasse fuori un manuale di studi internazionali. Ma Isabella è così poliedrica che riesce a concretizzare ciò che non ti aspetti. Piccolo il mondo, dunque, perché da appassionato di geopolitica, ricevo da Isabella, dottoressa in Relazioni Internazionali, un manuale di settore con una peculiarità tutta alla Pivot. Ed infatti, il manuale è la prova di come l’autrice è riuscita ad analizzare una materia da nerd geopolitici “implicazioni delle scoperte aerospaziali nella guerra fredda” in maniera molto semplice tanto da farla digerire al grande pubblico. Non solo ha deciso di esternalizzare la trattazione settoriale con una sintassi semplice e rivoluzionaria per i manuali di genere ma, il suo stile di scrittura, cavalca proprio la velocità e l’ansia della competizione spaziale. Più che il racconto in sé, il modo in cui è scritto il manuale, trasmette un ritmo frenetico che ti immedesima nell’ansia degli scienziati dei blocchi durante la guerra fredda, e nella loro ricerca spasmodica per la conquista dello spazio. 

Una lettura dello scontro tra le due superpotenze antitetica attraverso la lente della ricerca per la conquista dello spazio. Di tutte le competizioni il campo di battaglia spaziale è stato, come suggerisce Isabella, quello più avvincente ed emozionante. Quello in cui le due parti, inconsapevolmente, hanno dato il meglio di sé per l’intero globo. Le scoperte scientifiche di questa folle competizione sono ancora oggi alla base dell’aeronautica moderna e di come, in qualche modo, la competizione abbia generato valore per le generazioni future. 

Una ricerca, quella dello spazio, che ha superato anche la fine della guerra fredda, come suggerisce l’autrice alla fine del libro, con il coinvolgimento di nuovi player (UE e Cina), ma che in fondo ha sempre avuto un vantaggio, far uscire dalla competizione bellica le relazioni internazionali, porle oltre i confini degli Stati, con la speranza che le ricerche tecnologiche possano portare beneficio all’intera umanità.

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