A settembre 2020 il governo di Narendra Modi, guida del partito nazionalista indù Bharatiya Janata Party (BJP), ha emanato un pacchetto di tre leggi approvate dal Parlamento indiano, che di fatto liberalizzano il mercato agricolo dell’India, provocando una serie di proteste contadine che hanno portato in piazza milioni di agricoltori. A novembre 2020 si è tenuto uno sciopero di 24 ore contro le leggi di riforma e decine di migliaia di agricoltori, soprattutto provenienti da Punjab e Haryana, si sono accampati allestendo vasti campi di protesta, nelle zone di Singhu, Ghazipur e Tikri. Hanno costruito tende ed abitazioni di fortuna all’interno dei loro trattori e hanno giurato di non muoversi fino a che le leggi agricole non saranno abrogate, minacciando di espandere le proteste a livello nazionale e di pianificare una serie di raduni di protesta in tutto il Paese. Negli Stati orientali e occidentali, gli agricoltori hanno bloccato le strade e si sono accovacciati sui binari ferroviari, bloccando i treni dei pendolari e impedendo ai prodotti deperibili di raggiungere i mercati. La protesta si è diffusa in tutto il Paese, bloccando il funzionamento dei mercati agricoli e il sistema dei trasporti. Anche la giornata del 26 gennaio, Festa della Repubblica in India, è stata teatro di un’importante azione dimostrativa da parte dei manifestanti: su cavalli e trattori, i contadini si sono fatti strada armati di spade, attrezzi e bandiere per smantellare le barricate della polizia; hanno utilizzato anche le gru e i trattori per assaltare il Forte Rosso, cuore della capitale indiana. Nello specifico, le leggi da cui è scaturita la diffusione endemica delle proteste sono il The Farmers (Empowerment & Protection) Agreement of Price Assurance and Farm Services Bill, il The Essential Commodities Act (Amendment) Bill ed il Farmers’ Produce Trade and Commerce (Promotion and Facilitation) Bill. Al fine di ascoltare le richieste dei contadini e tentare di affrontare in modo imparziale la crisi del mondo agricolo indiano, le riforme proposte sono state temporaneamente sospese dalla Corte Suprema. L’obiettivo della seguente trattazione è quello di fornire un contributo al dibattito mondiale sulla questione, cercando di comprendere in primis le cause sottostanti all’attuale instabilità della penisola indiana, attraverso un’analisi attenta e accurata del programma di riforma agraria, evidenziandone i punti di forza e le criticità. In secundis, si tenterà di prevedere degli ipotetici scenari futuri tra mondo agricolo indiano e “democrazia illiberale” e di riflettere sul contributo che potrebbe provenire dall’India per un rafforzamento della liberalizzazione commerciale mondiale.

Per scaricare il paper Registrati o effettua il Login (la registrazione è gratuita)

Registrazione
 

Iscriviti alla newsletter.

Resta sempre aggiornato sulle nostre novità.

Thank you for your message. It has been sent.
There was an error trying to send your message. Please try again later.

Continue Reading