L’analisi sistematica dei presupposti e dell’ambito applicativo dell’immunità funzionale degli organi dello Stato è essenziale per la piena comprensione dei limiti nonché dei profili fondanti la loro esenzione dalla giurisdizione straniera, per gli atti posti in essere nell’esercizio di funzioni ufficiali di rilievo pubblicistico.

In tale prospettiva, si rende opportuno delineare il quadro che emerge dal dibattito teorico sul concreto regime e fondamento dell’immunità funzionale, con l’obiettivo di chiarire i principi maggiormente rilevanti, con un approccio globale e comparativo che si caratterizza per l’analisi anche dei profili applicativi interni, per pervenire ad una definizione univoca e ad una conoscenza più chiara del tema dell’immunità funzionale degli organi dello Stato dalla giurisdizione straniera.

L’analisi viene condotta sulla base dei concetti centrali individuati con riferimento al tema dell’immunità organica, includendo altresì importanti confronti con altri settori del diritto internazionale che ad essa possono ritenersi collegati.

Tra le questioni affrontate in questo elaborato vi è anche quella dell’immunità funzionale individuale, attraverso una disamina della prassi legislativa e giurisprudenziale, sia a livello nazionale che internazionale.

Ed invero, la chiarezza sui profili fondanti tale tipologia di immunità e sul rapporto di questa con la l’immunità degli Stati, consente di sviluppare utili cognizioni per la comprensione delle ragioni del dibattito tra chi, da un lato, richiede estrema attenzione nell’attribuire siffatte esenzioni dalla giurisdizione straniera e quanti, dall’altro, pretendono garanzie ben definite per la tutela dell’operato dei propri organi all’estero, contribuendo a far chiarezza alle ancor più pressanti esigenze attuali di certezza del diritto e di rispetto dei diritti umani.

Del resto, “la struttura di fondo dell’ordine intestatale è la ripartizione dell’autorità di governo tra gli Stati esistenti. Le norme che più delle altre sono dirette a salvaguardare l’ordine interstatale globale (o “tra Stati”) sono quelle che regolano: a) il trattamento degli organi stranieri, b) il trattamento degli Stati stranieri e c) il trattamento delle organizzazioni internazionali. […] Esiste una tendenza oggi a contrapporre le immunità prescritte dal diritto internazionale, intese come una sorta di privilegio tendenzialmente arbitrario, ai valori universalistici che il diritto internazionale dovrebbe perseguire. Sembrerebbe così che le immunità, e più in generale il sistema interstatale come tale, siano soltanto intralci al trionfo progressivo di un mondo più giusto. In realtà, le immunità esistono per proteggere il sistema mondiale, che è la precondizione del perseguimento di qualsiasi altro valore[1]

In tale scenario, va detto, il diritto di accesso alla giustizia ed il principio dell’immunità non hanno carattere assoluto e possono subire delle limitazioni che, tuttavia, non devono snaturarne la loro essenza.

Le limitazioni dell’immunità, in particolare, laddove restringano l’accesso alla giustizia devono soggiacere, nel caso concreto, al test di legittimità dello scopo ed a quello di proporzionalità, che si sostanziano in una complessa attività interpretativa caratterizzata da un imprescindibile bilanciamento dei diversi valori parimenti meritevoli di tutela,

[1] Cit. FOCARELLI C., Diritto Internazionale, I. Il sistema degli Stati e i valori comuni dell’umanità, II

ed., Cedam, 2012, p. 378.

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