Sommario esecutivo

  • Secondo recenti rapporti condotti dalla Banca Mondiale e dallo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), la Federazione Russa, con una spesa per la difesa pari a 61,4 miliardi di dollari nel 2018, subisce un ulteriore declassamento (ben due posizioni) nella classifica generale, sorpassata dalla Francia e dall’India.
  • Il decremento annuo (la spesa per il 2018 ammontava a 66.3 miliardi di dollari) rispecchia in pieno il trend dell’ultimo lustro, malgrado la Russia abbia esteso la sua presenza militare al di fuori dei propri confini, con l’annessione della Crimea (2014) e soprattutto l’intervento nel conflitto siriano (2015).
  • Oltre a mere ragioni di bilancio, molteplici fattori possono contribuire a spiegare una simile riduzione quali il tasso demografico, il livello tecnologico, il sistema di alleanze e motivi di coesione nazionale che incentivano maggiormente spese in infrastrutture e di carattere sociale.
  • La diminuzione progressiva delle spese per la difesa ad opera del Cremlino potrebbe determinare imprevedibili conseguenze sul piano globale, quindi anche per l’Italia, soprattutto in riferimento al Mediterraneo, un’area in cui Mosca è stata particolarmente attiva negli ultimi anni e che allo stesso modo rappresenta una vitale base direttrice della politica estera italiana.

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