L’Intelligence è un ciclo di analisi di informazioni e dati. Partendo da questo concetto semplice ma a nostro avviso esaustivo, possiamo cominciare a tracciare i primi elementi sui quali ci soffermeremo in questa analisi, e cioè: le informazioni ed i dati.

L’input per la ricerca delle informazioni e dati parte dal decisore, che deve chiedere quali informazioni e quali dati intende ottenere attraverso le operazioni d’Intelligence. Intelligence significa molte cose, e va oltre il concetto un po’ vetusto di servizio segreto. L’Intelligence è acquisizione, analisi e raccolta di informazioni, dati, notizie, immagini, segnali (da una o più fonti), ma è anche (secondo il significato più classico del termine) spionaggio e controspionaggio.

Le fonti di Intelligence vengono classificate in maniera differente: bianche, grigie o nere; la differenza cromatica indica nella sostanza il livello di segretezza ed accessibilità loro attribuito. Le prime sono fonti aperte cioè accessibili a tutti, le seconde quelle meno accessibili, le ultime invece sono fonti chiuse o coperte, quindi utilizzabili solo dai Servizi di Informazione e Sicurezza. Le fonti vengono ulteriormente classificate in seguito a tale processo, anche sulla base della loro attendibilità, cioè se la stessa nel tempo ha fornito informazioni riscontrabili, certe, attendibili ed utili per chi le ha richieste e le deve usare per decidere, e viene assegnato loro un livello di importanza ed attendibilità via via crescente.

Ma come si coniuga il ruolo dell’Intelligence alla difesa ed al recupero dei Beni Culturali?

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