La militarizzazione dell’Artico: tra difesa degli interessi nazionali e Guerra Fredda

Le previsioni climatiche che annunciano un graduale scioglimento dei ghiacci del Circolo Polare Artico, a causa dell’innalzamento delle temperature globali, e le prospezioni geologiche che hanno rivelato la presenza di grandi quantità di minerali sui fondali artici, hanno causato, di riflesso, un aumento delle preoccupazioni riguardanti la sicurezza dell’area. La competizione tra i cinque stati “rivieraschi” (Russia, Stati Uniti, Canada, Norvegia, Danimarca) per le rivendicazioni territoriali e l’accaparramento delle risorse energetiche, si è riversata anche nell’ambito militare, dove si è assistito ad un graduale rafforzamento dei dispositivi strategici dell’area. In tale contesto, il rinnovato attivismo della Russia di Vladimir Putin, particolarmente evidente negli interventi militari in Crimea e Siria, ha riacutizzato le divisioni tra l’ex Unione Sovietica e le varie declinazioni in cui si presenta il fronte occidentale (Stati Uniti, UE, NATO, coalitions of the willings), ricreando nuovamente un clima da Guerra Fredda.   Continua a leggere il paper in pdf…

Per scaricare il paper Registrati o effettua il Login (la registrazione è gratuita)

Registrazione
 

2017-04-10T12:11:25+00:00Gen 25th, 2017|Difesa e Sicurezza, News, Pubblicazioni|