Durante il 2011, diversi paesi del Medio Oriente hanno subito sconvolgimenti politici e sociali. In Libia, le ondate di rivolta hanno portato ad un intervento militare NATO e alla caduta del regime di Mu’ammar Gheddafi che durava dal 1969. A seguito della caduta del regime sono iniziate più ondate di scontri armati interni al paese per la conquista del potere. Nel paese c’è tuttora una situazione di conflitto tra le fazioni che sembra essere lontana da una soluzione. Questa breve analisi intende fornire spunti di riflessione sulla questione libica analizzando le parti in causa, cercando di sottolineare in particolare l’importanza della componente aerea nel conflitto.

Il generale Khalifa Haftar non è un nuovo protagonista della scena politica libica, nella quale è presente con un percorso fatto di periodi altalenanti da oltre quarant’anni. Originario di Ajadbiya è stato uno degli ufficiali chiave delle forze di Gheddafi durante il colpo di stato che ha rovesciato Re Idris nel 1969. La carriera militare di Haftar evolve quando riceve la promozione al grado di feldmaresciallo e gli viene affidato, nei primi anni ’80, il comando delle forze libiche di Gheddafi durante la guerra libico-ciadiana. Dopo anni di scontri, il Ciad esce vincitore dal conflitto grazie anche all’appoggio di potenze occidentali come Francia e Stati Uniti. Haftar e circa 300 dei suoi uomini vengono catturati dai ciadiani nel 1987. Per ragioni politiche, Gheddafi nega la presenza di truppe libiche nel territorio del Ciad e disconosce Haftar, che è costretto ad abbandonare il paese e che si schiererà apertamente contro Gheddafi. Il generale vive in esilio negli Stati Uniti i vent’anni successivi, collaborando con l’intelligence statunitense al fine di rovesciare Gheddafi e fu coinvolto, anche se non direttamente, in molteplici tentativi di assassinio ai danni del leader libico…

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