La tortura nelle carceri afgane e le ripercussioni sui tentativi di giustizia transizionale

In Afghanistan è in corso una guerra civile da più di 38 anni, cominciata con la rivoluzione di Saur nell’aprile 1978, che depose il presidente della Repubblica Presidenziale dell’Afghanistan Mohammed Daud Kahn, che a sua volta sei anni prima si era sostituito a 40 anni di monarchia del cugino Mohammed Zahir Shah, e che portò al potere il Partito Democratico Popolare dell’Afghanistan e all’istituzione della Repubblica Democratica dell’Afghanistan (RDA). Le popolazioni rurali, fedeli ai principi tradizionali afghani ed islamici, si opposero dando vita al movimento guerrigliero dei mujaheddin, che provocò instabilità nel paese e portò all’invasione dell’Afghanistan da parte dell’Unione Sovietica nel dicembre del 1979 e all’istituzione di un governo fantoccio. Il movimento guerrigliero, sostenuto da aiuti e appoggiato da paesi esterni quali Stati Uniti, Pakistan, Iran e Arabia Saudita, riprese la lotta ancora più tenacemente, portando alla ritirata sovietica dieci anni più tardi. Senza l’appoggio dell’URSS, la Repubblica Democratica dell’Afghanistan collassò nell’aprile del 1992, quando i mujaheddin entrarono a Kabul estromettendo il governo e proclamando la nascita dello Stato Islamico dell’Afghanistan.   Continua a leggere sul paper…  

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2017-04-10T12:12:19+00:00 gennaio 20th, 2017|Difesa e Sicurezza, News, Pubblicazioni|